Nata a Napoli da genitori vastesi (il padre Equizio Mayo, Ingegnere Capo al Genio Civile della capitale partenopea, ideņ per primo e tra l'altro, l'isolamento del Maschio Angioino, che fu poi realizzato).
         Elisabetta Mayo dal 1920 ha vissuto e operato a Roma. Fu molto vicina a Vincenzo Gemito negli anni romani del Maestro che aveva per lei grande stima.
         A Roma conosce Carlo D'Aloisio da Vasto pittore e con lui si sposa nel 1927.
         I due artisti vivono e operano nel loro studio in viale Giulio Cesare 51 dove, in quegli anni assieme a Trifoglio e a Roberto Melli e a tanti altri artisti, maturarono l'idea di edire "Il VERO GIOTTO" mensile d'arte e "L'ALMANACCO DEGLI ARTISTI" dal 1930 al 1933.
         Come scultrice ha realizzato opere di grande mole, fra le quali vanno ricordate: "Il sonno di Adamo", riportato su tavola fuori testo nel primo numero della Rivista OCEANIA di Curzio Malaparte che nella circostanza presentava l'artista anche come scrittrice con le sue prose poetiche Viaggi fuori del tempo; "La Gorgona"; "La Dafne"; il notissimo ritratto del poeta indiano "R. Tagore" l'altro, pure notissimo, di "Vincenzo Gemito" per il quale il Maestro, vedendolo, ebbe ad esclamare testualmente: "Ah, guagliņ, m'hai fatto tale e quale".
Come pittrice ha partecipato alle maggiori competizioni d'arte con soggetti a preferenza d'arte sacra.
Come scrittrice ha collaborato per anni a giornali e riviste di arte e letteratura.

N.B. Ha anche eseguito i ritratti di Luigi Sturzo, della Baronessa Vittoria Danzetta, della Marchesa De Mari di Castellaneta, del filosofo Adelfo Mayo e di Dina Galli.